SOSTENIBILITA’: CAPIRE PER AGIRE – IL DOTTOR ROSSI OSPITE DELL’IC VILLADOSE-Scuole secondarie di Ceregnano e Villadose
Ultima lezione del 2025 davvero speciale per i ragazzi delle classi 1^A del plesso di Villadose e 1^A, 1^B e 2^B del plesso di Ceregnano, che hanno avuto il piacere di incontrare il dottor Riccardo Rossi. Su invito del professor Fabio Moretto, docente di Geografia, gli studenti hanno potuto conoscere da vicino e farsi un’idea più consapevole di temi spesso sottovalutati quali la sostenibilità, il riciclo dei vestiti e la vita di un italiano all’estero. Rossi, di fronte a classi decimate dall’influenza, ha chiarito il concetto di sostenibilità, portando il focus del suo intervento sui gesti che compiamo quotidianamente, come lavarsi i denti lasciando il rubinetto aperto, sprecare cibo quando si è stufi di una pietanza o spostarsi in auto per brevi tragitti. In tutti questi casi si inquina — e parecchio — anche se spesso non ce ne rendiamo conto. Il manager ha poi introdotto alcuni punti dell’Agenda 2030, argomento ormai presente in molti testi scolastici, spiegando che oltre all’attenzione alla riduzione delle emissioni esistono altri obiettivi altrettanto ambiziosi: il rispetto delle minoranze e delle diversità — basti pensare ai numerosi conflitti in atto — e il diritto a un’istruzione equa e accessibile, altro tallone d’Achille vista la situazione emergenziale in molte aree sottosviluppate del mondo. L’ospite ha pungolato la giovane platea anche sulle abitudini alimentari, raccontando l’esempio del viaggio della bistecca, che prima di arrivare sulle nostre tavole attraversa numerosi processi che comportano il rilascio di gas nocivi in atmosfera. Si pensi che lo spreco e il consumo di determinati alimenti incidono per circa il 15% delle emissioni di CO₂.
Rossi ha spiegato che l’Europa sta compiendo sforzi significativi sul fronte climatico, ma che i Paesi chiamati ad agire maggiormente sono Cina, India e Stati Uniti, i giganti dell’economia mondiale responsabili della quota più consistente delle emissioni.
«I cambiamenti climatici dipendono certamente da noi — ha sottolineato — e sono figli di una società consumistica. Quando acquistiamo un bene, che sia un alimento o un capo di abbigliamento, non ci limitiamo a comprare ciò che ci serve davvero, ma veniamo attratti da promozioni e pubblicità che ci spingono a comprare più del dovuto».
L’esperto ha quindi spostato l’attenzione sul riciclo dei vestiti, tema che lo coinvolge in prima persona, dato che lavora stabilmente in Olanda per una nota multinazionale dell’abbigliamento sportivo da circa cinque anni. «Io e il mio team ci impegniamo molto in questa nuova frontiera. Negli ultimi anni l’azienda ha investito molto nei processi di recupero dei capi, creando un’economia circolare ed evitando il più possibile gli sprechi. Le felpe, le magliette o le scarpe che indossate non vengono semplicemente gettate via, ma seguono diversi processi e vengono rimesse sul mercato, iniziando una nuova vita».

Riccardo Rossi, 31 anni, racconta la sua esperienza umana e professionale agli studenti
Rossi ha poi spiegato come questi processi abbiano portato anche alla nascita di una linea a basso costo del marchio, realizzata in parte con materiali riciclati e pensata per rendere la sostenibilità accessibile a un pubblico più ampio:
«L’idea è quella di unire attenzione ambientale e accessibilità economica. Offrire prodotti riciclati a prezzi più contenuti significa permettere a più persone di fare scelte sostenibili, senza che il costo diventi una barriera». Incalzato dalle domande degli studenti, Rossi ha poi parlato della sua vita all’estero, descrivendo un’Olanda capofila della mobilità sostenibile: basti pensare che ad Amsterdam ci sono più biciclette che abitanti. Ha raccontato il trasferimento lontano da casa come una sfida personale, invitando i ragazzi a cogliere le opportunità che la vita — e soprattutto la scuola, vero baluardo di cultura e democrazia — possono offrire. Il manager ha ricordato in particolare la sua esperienza in Danimarca, altra culla di sostenibilità: «Nel 2018 sono stato a Copenaghen e ciò che mi ha colpito maggiormente è stata la famosa pista da sci sul termovalorizzatore. In quest’opera si fondono turismo, paesaggio e sostenibilità: l’impianto trasforma i rifiuti della città in energia pulita e calore per le abitazioni e permette di sciare tutto l’anno, anche senza neve naturale». Rossi ha concluso sottolineando che vivere all’estero significa affrontare costi alti e ritmi serrati, ma anche godere di un arricchente scambio interculturale che dà valore e senso al suo lavoro. È infatti responsabile e trait d’union di una rete di negozi outlet dell’Europa centro-meridionale, per cui viaggia molto anche per piacere: «A gennaio andrò due settimane in Messico; magari in una lezione futura potrò raccontarvi dei miei luoghi del cuore». Si ringraziano il personale scolastico per l’accoglienza riservata all’esperto esterno e il dottor Rossi per la sua gentile disponibilità.


